Il veganismo come stile di vita

Il veganismo come stile di vita: alimentazione, abbigliamento, cosmesi e tempo libero

Nel linguaggio corrente il veganismo viene di solito inteso come una dieta a base vegetale. È una definizione limitativa, perché l'alimentazione è solo una delle dimensioni in cui si esprime lo stile di vita vegano. Il veganismo è un modo di vivere che cerca di evitare, per quanto possibile, lo sfruttamento degli animali in ogni ambito: non solo a tavola, ma anche nell'abbigliamento, per esempio rinunciando ai capi in pelle, nel tempo libero, evitando gli spettacoli in cui vengono impiegati animali, e nelle scelte di tutti i giorni.

Le sezioni che seguono attraversano questi ambiti uno per uno, con indicazioni concrete e senza la pretesa di dire a nessuno come vivere.

A tavola

Un'alimentazione vegana esclude carne, pesce, latticini, uova e miele, e costruisce i pasti attorno a cereali, legumi, verdura, frutta, frutta secca e semi. La cucina italiana ne offre già moltissimi esempi: pasta e ceci, pasta e fagioli, minestrone, farinata, caponata, orecchiette con le cime di rapa, ribollita senza parmigiano.

Perché sia equilibrata conviene prestare attenzione ad alcuni punti:

La vitamina B12

C'è un nutriente su cui non esistono margini di discussione. La vitamina B12 non si trova in quantità affidabili negli alimenti vegetali, nemmeno in alghe o cibi fermentati, e chi segue un'alimentazione vegana deve assumerla con un integratore o con alimenti fortificati, in modo regolare. Una carenza può svilupparsi lentamente e senza segnali per molto tempo, e i suoi effetti sul sistema nervoso possono essere seri.

Anche la vitamina D merita attenzione, come del resto per chiunque si esponga poco al sole. Per esigenze specifiche, come gravidanza, allattamento, infanzia, età avanzata, attività sportiva intensa o condizioni di salute particolari, è bene rivolgersi a un medico o a un dietista, che possono indicare esami e integrazioni adatte al singolo caso.

Abbigliamento e materiali

Vestirsi in modo vegano significa fare a meno di pelle, pelliccia, lana, seta, piume e, meno ovvio, di alcune colle e finiture di origine animale usate nelle calzature. Le alternative non mancano: cotone, lino, canapa e fibre di cellulosa come viscosa e lyocell per i tessuti; microfibre, fibre sintetiche e imbottiture tecniche per il freddo; pelli vegetali e materiali spalmati per scarpe, cinture e borse.

Leggere l'etichetta di composizione è il primo passo. Per le scarpe l'indicazione dei materiali di tomaia, fodera e suola è di norma riportata con dei simboli, e alcuni marchi segnalano esplicitamente i modelli senza componenti animali. Non serve rinnovare il guardaroba: molti preferiscono consumare ciò che hanno e scegliere diversamente solo quando qualcosa va sostituito, anche nel mercato dell'usato.

Cosmetici e prodotti per la casa

Per i cosmetici le domande sono due: se il prodotto o i suoi ingredienti sono stati testati su animali, e se contiene sostanze di origine animale. Tra queste ultime si incontrano spesso cera d'api, lanolina, carminio (un colorante rosso ricavato da un insetto), cheratina, collagene e alcuni derivati del latte.

Nell'Unione europea la sperimentazione animale sui cosmetici è vietata, ma la questione degli ingredienti e dei mercati esteri rende utili le certificazioni indipendenti cruelty-free e vegane, che valutano l'intera filiera e sono riconoscibili da un logo sulla confezione. Lo stesso criterio vale per detersivi, saponi e prodotti per la pulizia, dove i controlli sono meno uniformi e l'etichetta dice spesso di più.

Tempo libero

Anche lo svago offre molte scelte. Chi segue uno stile di vita vegano di solito evita circhi con animali, delfinari, corse e combattimenti, e valuta con attenzione zoo e acquari. Restano innumerevoli alternative: escursioni e osservazione della fauna nel suo ambiente, con il rispetto delle distanze e delle regole dei parchi; visite ai rifugi che accolgono animali salvati; musei, spettacoli, sport e viaggi organizzati senza attrazioni basate sugli animali.

Cominciare un passo alla volta

Pochi diventano vegani da un giorno all'altro, e non è necessario. Un percorso graduale è spesso più stabile:

  1. scegli alcuni pasti della settimana da rendere vegetali, partendo da piatti che conosci e ti piacciono già;
  2. sostituisci un prodotto alla volta, per esempio il latte con una bevanda vegetale fortificata, e prova diverse marche prima di giudicare;
  3. impara tre o quattro ricette base con i legumi, che diventeranno il cuore della tua cucina;
  4. inizia fin da subito l'integrazione di vitamina B12, se riduci molto o elimini i prodotti animali;
  5. estendi poi l'attenzione agli acquisti non alimentari, man mano che le cose si consumano.

Qualche incertezza lungo la strada è normale. Conta la direzione complessiva, più della perfezione di ogni singola scelta.